“Giancarlo Bigazzi. L’artigiano della canzone.” Il nuovo libro di Ciro Castaldo

Per le Edizioni Melagrana, il primo maggio, è uscito il libro “Giancarlo Bigazzi – L’artigiano della canzone” di Ciro Castaldo, che dichiara: «Bigazzi ha sempre sostenuto che “le canzoni sono come farfalle che a volte prendono il volo… e allora non sai fin dove possono viaggiare e andare a posarsi”. Con il mio libro, costituito da note biografiche, testimonianze, ricordi, interviste, aneddoti, retrospettive, foto e manoscritti, ho voluto rievocarle, rendendo il giusto, oltre che doveroso tributo, al suo geniale compositore che da abile artigiano della Toscana, terra di grandi artisti, le ha sapute sapientemente forgiare per dare modo alle crisalidi di trasformarsi in meravigliose creature e di giungere fino a noi, entrando di diritto nella memoria collettiva.

L’ho fatto anche ponendo l’accento sul lavoro, la fatica e l’abnegazione che c’è dietro le quinte del mondo della canzone nella costruzione di un brano di successo che, portato sulla scena dall’artista di turno, diviene poi di dominio pubblico.

Qualcuno ha detto che la pittura o la scultura sono forme di arte che puoi solo ammirare: volendo e potendo le puoi anche comprare, le appendi o le sistemi in casa, ma non puoi farle tue. La canzone, invece, diventa di chi l’ascolta e la canta! Diventa (a volte sullo sfondo altre volte da protagonista) parte viva delle vite dei suoi fruitori. 

Chi di noi non ha legato o non lega, spesso inconsapevolmente, non solo i momenti più significativi, ma anche la quotidianità della sua vita, a brani che finiscono col divenire la nostra colonna sonora?». 

Dal 1966 al 2012, anno della sua scomparsa, in quasi cinquant’anni segnati da grandi cambiamenti della nostra società, Giancarlo Bigazzi ha saputo raccontare in musica le emozioni del nostro Paese, creando alcune delle pagine più belle e indicative del costume e della cultura popolare, non di certo figlia di un dio minore, vissuta e abilmente sintetizzata in parole e musica.

Toscanaccio e geniaccio della canzone, autoironico e sornione, schivo e burbero quanto si vuole, ma vero, antidivo, libero e senza filtri, dotato di un’umanità e di una generosità al di fuori del comune.

La peculiarità delle sue creazioni musicali che maggiormente colpisce è la capacità di comporre innumerevoli brani di grande successo, in contesti così diversi e distanti nel tempo, per artisti altrettanto eterogenei. Sicuramente in questo risiedono la sua grandezza e la sua genialità.

Bigazzi ha scritto oltre mille e cinquecento canzoni e gli artisti che hanno portato al successo le sue creazioni hanno venduto oltre duecento milioni di dischi in tutto il mondo. Solo per citarne alcune, ricordiamo Luglio, Cosa hai messo nel caffè, Un colpo al cuore, Rose Rosse, Vent’anni, Se bruciasse la città, Erba di casa mia, Lisa dagli occhi blu, Montagne verdi, Io domani, Nessuno mai, Non si può morire dentro, Miele, M’innamorai, Ti amo, Notte rosa, Gloria, Tu, Non succederà più, Eternità, Self control, Cosa resterà degli anni ’80, Ti pretendo, Disperato, Perché lo fai, Non amarmi, Gli uomini non cambiano, Passerà, Pensa, Si può dare di più, Cyrano, Gente di mare, T’innamorerai, Ci vorrebbe il mare

Nel libro numerose sono le testimonianze raccolte da Ciro Castaldo, a cominciare da quelle della moglie e del figlio dell’artigiano della canzone, Gianna Albini Bigazzi e Giovanni Bigazzi, per poi proseguire con Caterina Caselli, Giorgio Verdelli, Claudio Bonivento, Pippo Baudo, Umberto Tozzi, Raf, Gianni Morandi, Enrico Ruggeri, Tiziano Ferro, Andrea Bocelli, Massimo Ranieri, Marco Masini, Renato Zero, Loretta Goggi, Marco Risi, Marco Falagiani, Beppe Dati, Aleandro Baldi, Francesca Alotta, Massimiliano Pani, Franco Fasano, Il Giardino Dei Semplici, Mimmo Cavallo, Mara Maionchi, Marino Bartoletti e tanti altri.

Un libro incentrato sull’autore ma che, inevitabilmente, finisce col raccontare (stimolando future ricerche) quasi mezzo secolo di storia della musica italiana.      

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Ciro Castaldo, giornalista e docente liceale di Matematica, promotore di una didattica alternativa fondata sulla relazione e sul modello costruttivista dei saperi.

Da anni coltiva la sua passione per la musica. Ha curato la rubrica La musica che mi gira intorno sul giornale La Provincia Online.

Nella primavera del 2010 ha fondato il Rapido Taranto-Ancona, una tribute band di Rino Gaetano, tutt’ora attiva. Ha organizzato eventi celebrativi dedicati a Fabrizio De André, Rino Gaetano, Mia Martini, Luigi Tenco.

Per le Edizioni Melagrana ha pubblicato Tante facce nella memoria e dirige la collana I grandi della musica.

È presidente dell’associazione no profit per Mia Martini Universo di Mimì e direttore artistico del Mia Martini Festival, giunto alla sua ottava edizione. Ha dato il suo personale contributo al film biopic Io sono Mia con Serena Rossi e al docufilm Mia Martini, fammi sentire bella, diretto da Giorgio Verdelli. Sempre a Mia Martini (dopo aver collaborato per anni con il suo fans club ufficiale Chez Mimì), nel 2019, ha dedicato il libro/cd Martini Cocktail, presentato a Italia Sì su Raiuno e a Bel tempo si spera su TV2000 e in numerose location e luoghi di interesse artistico e turistico tra cui spiccano il Tempio di Nettuno di Paestum e la Piazza del Fortino di Forte dei Marmi.

Cura la rubrica Frazioni musicali per il quotidiano di informazione online ilMediano.it.

Potete acquistare il libro qui

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