Un romanzo di grande intensità che restituisce umanità alla figura di Vincenzio Russo, patriota della Repubblica Napoletana condannato a morte a soli 29 anni.
Dagli anni del seminario agli ideali rivoluzionari, l’opera intreccia ricerca storica e invenzione narrativa per raccontare la passione, i dubbi e il coraggio di un intellettuale che scelse di lottare per la giustizia sociale e per gli ultimi.
Russo, politico e patriota, battutosi per la Repubblica Napolitana e per questo condannato a morte, era originario di Palma Campania. Di lui si sa che studiò al Seminario Vescovile di Nola, che divenne avvocato a Napoli, che venne esiliato per le sue idee e che morì impiccato a 29 anni in Piazza Mercato. Poco altro.
Nulla che colleghi i punti salienti della sua vita, nulla che ricostruisca la personalità, le paure, i momenti bui. A colmare queste lacune ci ha pensato Giuseppe Malinconico, palmese come Vincenzio Russo, attivo come altri concittadini nella ricostruzione della vita del patriota. E ci ha pensato con “Un istante dalla libertà”. Un romanzo autobiografico che non ha la pretesa di sindacare sulla vita di un intellettuale, bensì punta a ricostruire la dignità della persona, a conferirle un’aria di umanità che spesso viene dimenticata quando si parla di personaggi del passato.
Dal testo emerge innanzitutto la ricerca certosina, precisa e determinata che l’autore ha fatto su Vincenzio Russo. Ma emergono anche i motivi per i quali l’intellettuale è ricordato non solo a Palma Campania. Se il contrasto tra “la Repubblica Napolitana e la monarchia borbonica” è ancora divisivo a Napoli e dintorni, sicuramente c’è poco da discutere sulla levatura morale che ha contraddistinto Vincenzio Russo. Sicuramente un dotto, un intellettuale, ma anche uno in grado di sporcarsi le mani, uno dei pochi a chiedersi cosa gli intellettuali possano fare per il popolo.
Il romanzo fa incrociare più volte il protagonista con la realtà del popolo, prima con un contadino molto arguto che crede che le disuguaglianze esistano eccome, nonostante quanto dicano gli intellettuali. Poi incontra una donna ammalata in un tugurio, poi ancora un marinaio che si lamenta della propria vita. Insomma, il Vincenzio Russo del libro si immergerà totalmente nella realtà popolana, senza guardarla dall’alto. Sarà proprio grazie a questi momenti che svilupperà quella parte del suo pensiero che lo porterà al rifiuto dei lussi e dello sfarzo, nonché del privilegio.

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