L’azzardo e la dipendenza affrontati in un incontro alla libreria  Feltrinelli di Caserta

Partendo dalle letture consigliate proposte da Pasquale Iorio, Le giocatrici di Marilena Lucente (Spartaco Editore) e Il gioco senza sorriso di Roberto Malinconico (Edizioni Melagrana), è stato affrontata la dilagante problematica del gioco d’azzardo, diventato una vera e propria piaga sociale.
A discuterne Enrico Panini, vicesindaco del comune di Napoli, Michele Zannini, Portavoce FTS Casertano, e Roberto Malinconico. La discussione dell’incontro è stata incentrata sul ruolo degli EE.LL. nel contrasto e la regolamentazione della proliferazione selvaggia dei luoghi dove è possibile giocare, e sull’impegno del Servizio Sanitario Nazionale nel trattamento e la cura delle persone che sviluppano una dipendenza da Gioco d’Azzardo Patologico (GAP). “L’esempio del comune di Napoli, tra le prime città a dotarsi di una regolamentazione sul GAP – spiega Enrico Panini – potrebbe essere da spinta per gli altri comuni e contribuire a ridurre l’esposizione ad un’offerta di azzardo che è diventata massiccia ed invasiva, in tutti gli ambiti della quotidianità (slot in quasi tutti i bar, gratta&vinci ovunque, dai tabacchi ai supermercati, punti scommesse ovunque e troppo spesso in odore di criminalità organizzata, luoghi di riciclo di proventi illeciti, ecc.)”.
“Il pianeta dipendenze – spiega Roberto Malinconico – ha assunto negli ultimi decenni aspetti mutevoli sia per quanto riguarda il cambiamento che ha preso il mercato delle sostanze, tra vecchie e nuove (chimicamente sempre più aggressive), sia per la crescita delle dipendenze senza sostanza: una crescita per numero della popolazione interessata, ma anche per il ventaglio di specificità che esse abbracciano. Lo sviluppo della rete internet è stato il volano di questa crescita fornendo opportunità impensabili solo venti o trent’anni fa.
Non solo perché sono comparsi e diffusi i giochi on line, ma anche per la rivoluzione delle slot machine stesse, passate da meccaniche a elettroniche”. Resta centrale, comunque, il compito della sanità, così come evidenziato nel saggio di Malinconico che apre una riflessione sulle problematiche delle dipendenze comportamentali e, nello specifico, del gioco d’azzardo patologico (GAP).
Da diversi anni, un’esperienza d’intervento e di trattamento delle dipendenze comportamentali è operativa in provincia di Caserta, promossa dal Dipartimento Dipendenze dell’ASL Caserta, interviene sull’intera
provincia (una popolazione di circa 1milione di abitanti) anche attraverso l’utilizzo di unità mobili e operatori di strada che intervengono presso i principali luoghi di aggregazione, gli istituti scolastici e la popolazione a rischio in generale.

Potete acquistare il libro Il gioco senza sorriso qui

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