“Tra il serio e il faceto mi sono sforzato di narrare alcune scene di vita vissuta dalla second ametà del Novecento. Si tratta solo di un barlume di quei cinquant’anni, perchè mi sono limitato a fatti e racconti vissuti in prima persona o riportati da altri; il tutto condito con un pizzico di fantasia.”
Venti racconti contenuti in sei capitoli.
La necessità di raccoglierli come in un cofanetto è spiegata solo dalla consapevolezza di offrire al lettore una pausa aromatizzata dalla curiosità spontanea e natural, come un gatto che si muove indisturbato tra case e cose. Ovvio è che i racconti sono tutti collegati come in un unico stimolante viaggio, a volte sferzante, a volte fantasioso, metaforico o spassoso. La seconda metà del secolo scorso non fu una brutta cosa soprattutto perchè nasceva un nuovo senso dell’uguaglianza e della libertà di pensiero.
Le prime “apparenti” forme di democrazia si affacciano finalmente alla nuova società. Sia i ricchi che i poveri potettero finalmente giovare di questa idea di vita rinnovata e scevra da autoritarismi sciocchi. A fare la differenza era, si ancora, il potere politico ma denudato dalle vesti della prepotenza fisica e dell’arroganza. Resisteva alle nuove ragioni ancora il ricco possidente ma questa volta correva il rischio della “disconoscenza” popolare. Una donna maltratta inizia, sommessamente, a protestare. I vicini di casa protestano per le insopportabili vessazioni. L’apertura alla conoscenza e alle meraviglie del progresso, il rimpianto del passato ma la riconoscenza del benessere tecnologico. La vita sessuale intesa come naturale processo biologico, ormonale, stavolta soprattutto al femminile. Le disgrazie e le sconfitte della vita sostenute dalle metafore della ragione e dell’essere naturalmente e umanamente gatti di quartiere.
Tra case e cose raccoglie i racconti di Alberto Marino, curati da Pasquale Marino e Alberto Marino Jr.



