Carmen de Burgos nasce il 10 dicembre 1867 a Rodalquilar, un paesino minerario in provincia di Almeria. La sua infanzia trascorre tra una casa borghese ad Almeria e una grande casa colonica a Rodalquilar, un luogo che riemerge frequentemente nelle sue opere. Sebbene sia stata una bambina felice, la sua adolescenza fu segnata dall’infelicità, iniziata con un matrimonio precoce a sedici anni con Arturo Álvarez Bustos, figlio del governatore civile di Almeria. Carmen lavorava nella tipografia di famiglia, ma il matrimonio era infelice a causa dei maltrattamenti e delle infedeltà del marito. Nonostante ciò, desiderava ardentemente diventare madre, ma solo la figlia Maria Álvarez de Burgos, che diventerà un’attrice nota, sopravvisse. La sua situazione personale la portò a trasferirsi a Madrid con Maria, iniziando una nuova vita da insegnante e scrittrice.
A Madrid, Carmen avviò una carriera letteraria e giornalistica di successo, diventando nel 1903 la prima donna direttrice di un giornale con la rubrica “Lecturas para las mujeres”. Utilizzò la sua posizione per affrontare tematiche femministe, dall’analisi del divorzio alla critica sociale, culminando nella pubblicazione di “El divorcio en España” (1904), un’opera fondamentale sul tema.
Straordinariamente colta, Carmen viaggiò per l’Europa e l’America. Nel 1905, grazie a una borsa di studio, scrisse “Por Europa”, raccontando le sue avventure. Dal 1907, pubblicò racconti su “El Cuento Semanal”, contribuendo a oltre quaranta opere che riflettevano le sue idee progressiste.
Stabilitasi definitivamente a Madrid nel 1908, divenne un’insegnante rispettata e avviò una relazione con Ramón Gómez de la Serna, un legame che durò vent’anni. Con il suo stipendio e la nuova relazione, fondò la “Revista Crítica” e collaborò con vari giornali, diventando la prima corrispondente di guerra di “El Heraldo de Madrid“. Le sue esperienze belliche ispirarono “En la guerra” (1920), un’opera pacifista.
Dopo il 1915, Carmen e Ramón fuggirono in Portogallo per ritrovare la serenità. Nel 1921, pubblicò “El artículo 438“, un romanzo che denunciava le leggi oppressive verso le donne e divenne presidente della “Cruzada de Mujeres Españolas“, promuovendo la giustizia di genere. La sua raccolta di saggi “La donna moderna e i suoi diritti” (1927) espresse la sua visione di un femminismo conciliatorio, auspicando un’uguaglianza reale tra i sessi.
La sua vita personale, tuttavia, fu segnata da delusioni, in particolare quando nel 1929 scoprì la relazione tra Ramón e sua figlia María. Nonostante il dolore, Carmen continuò a scrivere e insegnare, trovando un rinnovato entusiasmo con la proclamazione della Seconda Repubblica nel 1931, periodo in cui si dedicò attivamente alla causa dei diritti delle donne. Purtroppo, morì durante una conferenza nel 1932, colpita da un arresto cardiaco.
Carmen de Burgos è stata una pioniera del femminismo e un simbolo di progresso e modernità. La sua eredità include quasi duecento opere e una vasta gamma di articoli che abbracciano il panorama letterario spagnolo del suo tempo, facendo di lei una delle prime sostenitrici del ruolo sociale e culturale delle donne. Nonostante le critiche ricevute, il suo impatto sulla letteratura e la società sono innegabili, segnando un’importante evoluzione del pensiero femminista e progressista in Spagna.
Libri Liberi

