Il 31 ottobre presentazione de “Il Sessantotto capovolto” di Maite Iervolino a Dugenta (Bn)

Mercoledì 31 ottobre 2018, ore 168.00, Fattoria Sociale Melagrana, via Terranzano 24 Dugenta (Bn), presentazione del libro “Il sessantotto capovolto” di Maria Teresa Iervolino, Edizioni Melagrana.

Dopo i saluti di Roberto Malinconico, presidente dell’associazione Melagrana, interverranno: Maria Teresa Iervolino detta Maite, autrice del volume, Stefania Andria, storica dell’arte e docente alla scuola secondaria, Elena Coccia, consigliera del Comune e della Città Metropolitana di Napoli, Mara De Chiara, docente di Letteratura Inglese presso l’Orientale di Napoli, Rino Malinconico, filosofo e poeta, Rosanna Morabito, docente di Lingua e letteratura serbocroatapresso l’Orientale di Napoli, Gianmarco Pisa, operatore di pace, Veronica Vecchione, artista e docente alla scuola secondaria.Conclude: Lidia Menapace, staffetta partigiana. Nel corso dell’incontro sarà presentata la collezione di opere dell’artista Veronica Vecchione.

Il Sessantotto capovolto.

“La scelta di Maria Teresa Iervolino che qui si presenta in forma compiuta nel bel libro “Il Sessantotto capovolto, primavere del dissenso”, è diversa e propone un metodo storiografico che a me sembra poter avere un grande futuro. La narrazione dei vari eventi, della loro successione, intreccio, relazioni, dipendenze e influenze, che formano una realtà storica di per sé complessa e non riducibile a unità senza ingiuste e antiscientifiche semplificazioni e/o riduzioni, qui si presenta, per la prima volta in un’opera di tale dimensione e ampiezza, costituendo il lavoro capostipite di un metodo storiografico del quale da tempo si avvertiva l’assenza, prima d’ora mai colmata.
Con una generale previa attenzione molto forte per il linguaggio, le definizioni, le parole chiave, insomma con tutto l’apparato conoscitivo necessario Maria Teresa Iervolino incrocia appunto il fenomeno storico nodale che si è convenuto di chiamare e che si chiama spesso Sessantotto, collocato nel bel mezzo del secolo breve o pazzo che dir si voglia, come uno stacco e insieme una difficile continuità, un incrocio e uno scontro, una acquisizione e un segno di contraddizione con gli ordini vigenti nelle varie parti del mondo.
Il risultato è un ritratto critico, ma individuabile del fenomeno, mondiale, che attraversò il Novecento, lasciando strascichi contraddittori e influenze incrociate, speranze e paure, ma insomma mostrando che pur tutte le potentissime agenzie di direzione democratica, meno poco o niente democratica nel reale, tutti insieme gli imperialismi, i razzismi, gli schiavismi non riescono a contenere, né a cancellare, né ad assimilare un fatto storico, quando esso sia sostenuto da forti correnti culturali e insieme fortissime passioni, da confronto politico e azioni di mutamento delle relazioni sociali”. Lidia Menapace

Potete acquistare il libro qui

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